Champion’s League, Malaga-Milan: l’analisi tattica

Negli ultimi anni del Milan targato Ancelotti la Champions League ha rappresentato più di una volta la medicina adatta alla squadra rossonera per risolvere i problemi di un campionato non troppo esaltante: fare un paragone con quella squadra e con quella situazione però è a dir poco azzardato, anche se i ragazzi allenati da Massimiliano Allegri si presentano in Spagna con la stessa necessità di maturare un risultato pieno, indipendentemente dal gioco, importante più per un aspetto psicologico che per il proseguo del cammino nella Coppa dalle Grandi Orecchie.

Difficile parlare di tattica quando, formazioni della vigilia in mano, Allegri cambierà ancora una volta la composizione della difesa, e non c’è ancora chiarezza sul modulo che adotterà. L’impressione, francamente, è che ormai il tecnico Livornese abbia esaurito le idee a disposizione e stia andando a tentativi. La cosa sicura è che Boateng partirà dalla panchina e Montolivo verrà avanzato, nel tentativo di portare un po’ più di qualità nella fase di costruzione della manovra offensiva. Difficile però pensare di vedere un bel Milan: la squadra è in un momento di estrema fragilità psicologica e l’allenatore non aiuta affatto un gruppo, che ha bisogno di trovare delle certezze, dei leader; punti fermi insomma. Cambiare continuamente modulo e interpreti non è il modo corretto di procedere in queste situazioni, serve solamente a disorientare ancora di più i giocatori e a non far trovare loro affiatamento, sopratutto per quanto riguarda la difesa, reparto che risente maggiormente di questa confusione nella testa di Allegri.

Il tecnico toscano dovrebbe cominciare con l’individuare un gruppo di 13 14 elementi a cui iniziare ad affidarsi stabilmente, e ad affidarsi ad un solo modulo tattico, consentendo quindi a questi giocatori di assimilarlo al meglio. Sopratutto in difesa è importante trovare gerarchie e, giunti alle porte di Novembre, ci piacerebbe capire qual’è la coppia di difensori centrale del Milan 2012-2013.

I rossoneri tra l’altro si troveranno ad affrontare un avversario che ha dimostrato di avere le idee chiarissime: il Malaga infatti sta conducendo un campionato soddisfacente e in Champions [alla sua prima esperienza nella competizione ndr] viaggia a pieno ritmo, con due vittorie su due. Difficile pensare che questo Milan possa ritrovarsi in un solo colpo: in queste situazioni, anche se con il calcio ragionato c’entra ben poco, bisogna sperare nelle individualità. Pato ed El Sharaawy sono i giocatori che in questo momento potrebbero aiutare il Milan a centrare l’obiettivo attraverso un colpo individuale, ed è quello che i tifosi del Milan devono augurarsi; difficile aspettarsi grandi manovre corali in questo momento. E se l’analisi “tattica” di questo incontro vi ha deluso, non prendetevela con noi..

LA CHIAVE TATTICA: Montolivo, Pato ed El Sharaawy; il primo può portare maggiore fantasia alla fase offensiva, gli altri due possono risolvere la partita con una giocata individuale. Con un allenatore che ha dimostrato di non sapere dove andare a prendere, la speranza del Milan in questo momento è affidata alle giocate dei singoli.

IL GIOCATORE CHE SCHIEREREI: In coerenza con quanto detto fino ad ora, e per le ragioni sopra esposte, Massimiliano Allegri deve rischiare Pato; secondo me anche dal primo minuto di gioco. Poco importa se la condizione fisica non è al top; Bojan e Pazzini hanno dimostrato di non essere in grado di fare la differenza in fase realizzativa.

IL GIOCATORE CHE NON SCHIEREREI: Su questo aspetto devo concordare con Allegri, nella scelta annunciata di tener fuori Boateng. Il giocatore è in un periodo di evidente confusione e difficoltà, in questo momento è meglio provare altre soluzioni sulla trequarti.

[Alessandro Alampi – Fonte: www.ilveromilanista.it]