Evani: “Questa sera prevedo un pareggio”

Ecco il pensiero di Alberigo Evani, ex centrocampista del Milan, sulla gara di questa sera

Roma-Milan: che partita sarà?
“Al Milan interessa fare quel benedetto punto per vincere il campionato e credo che ci riuscirà e anche alla Roma conviene giocare più che altro per il pareggio, perché in questo momento il Milan sta bene ed è superiore alla Roma, per cui non vedo grossi problemi per questa sera”.

Il Milan è praticamente Campione d’Italia ed è ancora in corsa per la Coppa Italia, ma è uscito agli ottavi di Champions. Come giudica la stagione dei rossoneri?

“La stagione è positiva, chiaramente in campo internazionale abbiamo tutti osservato che serve qualche cosa in più, non basta avere dei buoni giocatori o una grande società serve ancora qual cosina in più che il Milan dovrà fare, e certamente farà l’anno prossimo, quando il suo obiettivo sarà sicuramente l’Europa”.

Secondo lei qual è il calciatore rossonero che quest’anno ha fatto la differenza e perché?

“Mi ha sorpreso soprattutto Boateng perché nessuno lo aveva considerato così importante e invece si è rivelato tale sia per versatilità tattica, sia per il suo strapotere fisico e sia per la sua imprevedibilità negli inserimenti. Anche Van Bommel da gennaio in poi ha dato al Milan equilibrio e ha permesso alla linea difensiva di avere maggiore copertura e quindi di rischiare meno”.

Il Milan ha già iniziato un nuovo ciclo vincente o per farlo deve svecchiare la rosa?

“E’ sulla strada giusta e credo che il dottor Galliani sia maestro in questo, con i suoi collaboratori quest’anno non ha sbagliato un colpo e tutti gli acquisti si sono rivelati importanti. L’anno prossimo faranno un ulteriore sforzo economico, però oculato, con l’inserimento di un elemento o due nell’impianto di gioco in modo da permettere un ulteriore salto di qualità”.

Lei che si occupa di giovani, in questo momento in Italia chi è già pronto per passare dalle giovanili alla prima squadra?

“In Italia siamo leggermente indietro rispetto a tutte le altre nazioni, noi facciamo fatica a far giocare i giovani e anche gli stessi ragazzi che ho io nell’Under 18 fanno fatica a giocare nelle loro Primavere, per cui ho già detto tutto. Ci sono dei ragazzi interessanti, qualcuno ha già esordito tipo Camporese nella Fiorentina e Caprari nella Roma in Champions. Ce ne sono tanti, non mi piace mai fare nomi, tutti hanno grandi possibilità in questo momento però devono continuare a lavorare e non devono certo mai pensare di essere già arrivati. Ragazzi interessanti in Italia ce ne sono, basta avere più fiducia in loro”.

Perché secondo lei in Italia non c’è fiducia nei giovani?

“Perché abbiamo poca pazienza e bisogna vincere subito ed è più facile ottenere risultati con giocatori affermati o già maturi. Con i giovani bisogna fare programmi più a lunga scadenza, per cui le grandi società non se lo possono permettere perché vogliono e devono vincere subito”.

Però se pensiamo ad esempio al Bercellona, una squadra a caso, ha un vivaio strepitoso e si fa i campioni in casa, ed è una delle società più importanti al mondo

“Infatti questa è la cultura che bisognerebbe cercare di imitare e non è a caso che nella loro prima squadra giochino dodici ragazzi provenienti dalla Cantera e tutti con grandi qualità. Così l’allenatore della prima squadra si trova un gruppo che ha già il concetto del calcio, perché tutti sanno già giocare. E’ un bel vedere, è un bel punto di riferimento per tutti coloro che vogliono fare calcio”.

[Redazione Tutto Mercato Web Fonte: www.tuttomercatoweb.com]