Galletti da combattimento

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Un grifone rampante contro un gallo da combattimento. Genoa – Bari, raffigurata attraverso i simboli che storicamente rappresentano i due clubs, è intrigante già così. Aggiungetevi poi qualche ingrediente di contorno niente male, quali ad esempio la prima da ex di Ranocchia o i rapporti societari non più idilliaci, complici il controverso rinvio per neve della scorsa stagione e la non digerita (da parte del club di Preziosi) conclusione della trattativa-Bonucci, ed eccovi servita una pietanza molto piccante.

C’è da giurare che domenica a Marassi le due squadre se le daranno di santa ragione, in barba a tutti i tatticismi e alle paure reverenziali. sia il Genoa che il Bari giocano un calcio propositivo, figlio del gran lavoro che i due tecnici Gasperini e Ventura hanno imbastito in questi anni; in più lo stato generale di salute delle due compagini è buono, in quanto le infermerie sono pressoché vuote (nel Bari permane l’indisponibilità del solo Romero): al Genoa mancherà un calciatore importante quale Sculli, appiedato dal giudice sportivo, ma non dovrebbe mancare la convocazione di Palladino, finalmente guarito dall’infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi di gioco. Nel Bari, invece, i vari Barreto, Raggi e Belmonte sono tornati disponibili, procurando al tecnico ligure un’insperato problema di…abbondanza.

Tutto è pronto per la sfida, dunque: domenica alle 15, quando il signor Giannoccaro (arbitro designato a dirigere l’incontro) fischierà il calcio d’inizio, la contesa sarà aperta. I tifosi biancorossi sognano il colpaccio, che sul campo genoano manca dal lontano 18 aprile 1992, quando il Bari di Platt e Boban (che a fine stagione retrocesse) si affermò sul Genoa di Skuhravi ed Aguilera con un rotondo 3-1.

[Mauro Solazzo – Fonte: www.tuttobari.com]

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