Genoa, Michele Corti: il punto sulla stagione del Genoa

Una buona stagione, caratterizzata da qualche pecca in alcuni reparti. Il giornalista della settimana di Pianetagenoa1893.net, Michele Corti celebre volto di Telegenova e ideatore del premio “Stelle nello Sport” a sfondo benefico per la Sla, commenta così la stagione appena trascorsa. Inoltre traccia le possibili priorità del mercato del Genoa: dopo l’ormai prossimo arrivo di Toni, che risolverà il problema della punta centrale, la dirigenza del Grifo punterà sulla scelta di un regista di centrocampo.

Come giudica la stagione appena trascorsa?

«Tutto sommato è positiva. Però occorre sottolineare che gli attaccanti centrali hanno reso poco. Floccari, Suazo e Acquafresca evidentemente hanno avuto delle lacune: però tutti avevano come metro di paragone Milito. C’era dunque già in partenza una distanza incolmabile tra le prestazioni di un fuoriclasse e quelle degli altri attaccanti. Mi è spiaciuto per Floccari che proprio nel mese di gennaio aveva iniziato a crescere: col senno di poi ci avrei pensato un po’ prima di cederlo. Invece Suazo non mi ha mai convinto».

La scelta del centravanti è dunque importante…

«Secondo me è forse la prima cosa da fare per una squadra che non deve essere rifondata ma ritoccata in alcuni suoi punti chiave».

Toni potrebbe essere l’”uomo della provvidenza” per il Genoa?

«Toni è un giocatore di peso: è un attaccante che ha ben figurato in Nazionale ed è stato un bomber da doppia cifra. Preziosi aveva annunciato quattro acquisti con esperienza: Toni è uno di questi».

Cosa potrebbe cambiare nel gioco del Grifo?

«La squadra sicuramente riuscirà a salire in fase offensiva: cosa che quest’anno non è mai accaduta con gli attaccanti centrali a disposizione di Gasperini. Toni riesce a tener palla e sa come creare difficoltà alla difesa avversaria. Sa anche colpire bene di testa: si apre quindi un’altra possibilità per gli schemi del Genoa, con i cross dalle fasce. Non è forse dotato di grande tecnica, ma ha grande esperienza».

Riguardo alla complicata situazione delle comproprietà con Juventus e Bari qual è la sua opinione?

«Penso che l’arrivo di Beppe Marotta alla Juventus abbia fatto saltare tutti gli accordi in essere con il Genoa: fino a un mese fa Palladino doveva andare a Torino mentre Criscito doveva restare a Genova. Ciò fino all’esplosione di Bonucci a Bari: ora la Vecchia Signora lo vuole. Inoltre nei piani bianconeri c’è ora Criscito e non più Palladino: ciò ha complicato moltissimo le cose. Credo però che, considerato che il valore di Bonucci con la convocazione in Nazionale si è elevato, lo scenario potrebbe ancora mutare: la società di Preziosi può dunque permettersi di “sacrificarlo” e trattare per mantenere Criscito e Palladino assieme. Inoltre Ranocchia è stato recuperato dall’infortunio e potrebbe ritornare dalla Puglia».

Quale altro ruolo andrebbe coperto?

«Sicuramente un centrocampista che costituisca un’alternativa a Milanetto. Ci vorrebbe un giocatore simile a Thiago Motta: però è difficilissimo da trovare, ce ne sono ben pochi. Occorrerebbe anche un sostituto di Criscito: quando non ha giocato e in campo andava Modesto, ci siamo accorti della differenza».

Il laziale Ledesma la convince?

«Guarda caso, proprio per la penuria di calciatori nel ruolo di regista, si parla sempre di Ledesma. Potrebbe essere interessante: però la richiesta di 12 milioni di Lotito mi sembra troppo elevata. Preziosi sarà sicuramente trattare, considerato che c’è in ballo il riscatto di Floccari per 8,5 milioni».

E per il portiere?

«Credo che il Genoa voglia prima risolvere la questione per la cessione di Amelia: il Benfica sembra un’ipotesi plausibile».

Ci sono adesso anche i ragazzi della Primavera che hanno sfondato…

«Può darsi anche che Gasperini porti con sè qualcuno dei ragazzi nel ritiro di Neustift. Il Genoa ha compiuto uno splendido lavoro nella Primavera: ha cresciuto una “nidiata” di futuri e promettenti campioni».

[Marco Liguori – Fonte: www.pianetagenoa1893.net]