Kovacic-Taider: l’analisi della “staffetta forzata” a Catania

logo-interA Catania è stata staffetta, forzata, tra Mateo Kovacic e Saphir Taider. Colpa di un problema fisico che ha costretto il croato al forfait pochi secondi prima dell’intervallo, dando involontariamente visibilità al franco-algerino. Proviamo ad analizzare la prestazione dei due giovani che hanno agito, entrambi per 45 minuti, nella posizione di mezzala al Massimino.

MATEO KOVACIC – Una frazione di gioco. Tanto è durata la partita del croato classe ’94 a Catania. Prima di essere messo ko per un colpo subito alla lombare, il talento cresciuto nella Dinamo Zagabria ha disputato una prestazione altalenante, da interno sinistro nel 3-5-1-1. Il maggior investimento interista del mercato invernale 2013 non è ancora al top della condizione, dopo il guaio muscolare patito in luglio. Kovacic, a livello tattico, alterna spezzoni di gara largo a sinistra e altri più accentrato, a far partire l’azione quando Cambiasso si ritrova a scalare quasi sulla linea difensiva. Il 10 nerazzurro tocca parecchi palloni: 34 in 46 minuti di gara. 22 passaggi vanno a buon fine, con 4 palle recuperate e 4 dribbling riusciti. In 7 occasioni, tuttavia, Mateo perde il possesso palla in modo banale, sbagliando l’appoggio o provando dribbling troppo rischiosi. Il ragazzo ha personalità e voglia di farsi vedere in avanti. Ci prova al 3’ sugli sviluppi di una punizione da destra di Alvarez: buon movimento ma la conclusione strozzata è fermata dai difensori etnei che fanno partire il contropiede.

Al 9’ è lui ad aprire per Guarin, dal cui destro nasce la doppia clamorosa palla gol per Jonathan. Un minuto dopo Kova ci riprova. Si arma di coraggio e si lancia in progressione. Tenta ancora il tiro, che, centrale, è bloccato da Andujar senza patemi. In fase di rottura, il croato e Juan Jesus appaiono troppo morbidi in contrasto su Leto, l’argentino si presenta solo al cospetto di Handanovic che sventa la minaccia e spegne gli ardori degli avanti catanesi. In fase di costruzione, talvolta quando Cambiasso sale palla al piede, i due interni, Kovacic e Guarin, tendono a salire entrambi all’altezza della trequarti, finendo per schiacciarsi  sulla linea di Alvarez e Palacio. Le linee di passaggio risultano così intasate. Quando invece uno dei centrocampisti accompagna la manovra da più lontano, la squadra si distende meglio e gli esterni possono trovare i varchi giusti. Nel complesso il ragazzo del ’94 alterna cose pregevoli ad errori gratuiti, come al 32’. Kova si perde in un dribbling complicato e il Catania spaventa Handanovic con un sinistro da fuori di Tachtsidis. Pochi minuti dopo arriva la botta che costringerà Mateo alla sostituzione, una decina di minuti più tardi. Non dovrebbe essere nulla di grave. E’ importante per l’Inter, comunque, avere Kovacic in buona forma il prima possibile, cosicché il talentuoso ragazzo croato possa crescere gradualmente, insieme alla squadra.

SAPHIR TAIDER. Entrato praticamente a freddo, il franco- algerino si posiziona nello stesso ruolo di Kovacic, sulla zona centro-sinistra della mediana. Pronti- via e l’ex Bologna perde tre volte palla. Col passare dei minuti, nella seconda frazione, il motore del centrocampista classe ’92 carbura. Taider macina chilometri e gioca molti palloni: 32 in 49 minuti. La maggior parte vengono smistati in modo semplice ed efficace, senza fronzoli. L’ultimo arrivato in casa nerazzurra opta per gli scambi brevi e gli appoggi corti. Al 68’ Belfodil rileva Guarin e il numero 21 si posiziona proprio nella zona che fin lì era stata del colombiano, sul centrodestra. Attacca e difende, dimostrando un’ottima predisposizione alla corsa. Prova un tiro verso la porta avversaria ma la sfera finisce altissima. Bene in fase di interdizione: Taider nel complesso recupera sei palloni e dimostra intelligenza tattica al 76’: si sostituisce a Jonathan (spintosi in avanti) sull’out destro di difesa e chiude con precisione un attacco avversario. In fase di appoggio alle punte, piace la giocata al 90’ per Belfodil che sfiora il poker. Prova più che discreta, quindi, per Taider: giovani nerazzurri crescono.

[Redazione Fc Inter News – Fonte: www.fcinternews.it]