Lazio: nazionali nel gruppo, possibile ritorno al 4-3-3

logo-lazioFORMELLO – Di nuovo in campo, la Lazio s’avvicina a grandi falcate verso il match di Firenze. Pioli può sorridere, il gruppo è (quasi) al gran completo: assenti Basta e Cataldi, proveranno a rientrare contro il Torino. Per il resto il tecnico emiliano ha recuperato Radu, Braafheid, Mauri e Biglia, ha ritrovato i nazionali, domani riavrà a disposizione anche Onazi. Questa mattina è rientrato Djordjevic, reduce dall’inferno di Belgrado (nelle prossime ore possibile incontro con Tare, Cana e Berisha per spazzare via la tensione post Serbia-Albania).

DIFESA – Pioli ha riabbracciato la squadra e preparato al meglio la gara contro i viola. Si viaggia verso un possibile ritorno del 4-3-3, il rientro di Biglia dal primo minuto permetterà alla Lazio di riproporre il modulo base. Pochi dubbi in difesa, provata per intero questa mattina: a destra si muoverà Cavanda, ha scavalcato Konko e guadagnato posizioni, è lui ormai il vice-Basta (il serbo è ai box per uno stiramento di primo grado al gemello). Al centro spazio e fiducia all’inedita coppia De Vrij-Ciani (testati insieme da Pioli nelle ultime 48 ore). A sinistra tornerà Radu dal primo minuto: il romeno ha superato la lesione al polpaccio, si allena in gruppo da 10 giorni, è in vantaggio su Braafheid (la settimana scorsa a riposo a causa di un affaticamento muscolare), si riprenderà il posto di sua competenza.

SCELTE – A centrocampo, intermedio a destra, ci sarà l’insostituibile Parolo, mentre in cabina di regia rientrerà Biglia, out dalla trasferta di Marassi. La scelta dell’altra mezz’ala dovrebbe cadere su Mauri, la posizione del brianzolo potrebbe risultare fondamentale: con lui in campo il 4-3-3 può trasformarsi senza problemi in 4-2-3-1. In attacco sicuri di una maglia Candreva e Djordjevic, l’ultimo nodo riguarda Lulic: il bosniaco dovrebbe essere riproposto nel tridente avanzato, è favorito rispetto a Keita e Felipe Anderson per la corsia di sinistra. Le ultime scelte verranno prese tra domani e la rifinitura di sabato.

INNO – Prima dei conetti e dei cinesini, in campo compaiono un mixer e due casse. Pioli bissa quanto fatto nel ritiro estivo di Marienfeld in Germania: parte la musica, si sente la base di “Vola Lazio Vola”, l’allenatore chiede ai calciatori di cantare l’inno biancoceleste. I veterani fanno da “guida”, tutti gli altri li seguono più o meno con il ritmo giusto. Poco conta, anche in questo modo può aumentare la coesione del gruppo e  il senso di appartenenza alla maglia. A Firenze servirà assolutamente.

[Carlo Roscito – Fonte: www.lalaziosiamonoi.it]