Milan, pastrocchio di fine anno. Adesso il mercato

logo-milanLa classica partita pre-sosta natalizia. Chi sembrava in forma appare appannato (Montolivo è parso poco lucido dopo il rientro), chi era concentrato appare altezzoso (dopo la Fiorentina Mexes era salito d’intensità) e anche chi non sbaglia mai commette qualche errore (El Shaarawy meno cinico del solito). Ecco che così si  apparecchia un bel pastrocchio di fine anno. Sì perchè nell’arco della gara la Roma ha scoperto il fianco, come prevedibile, più volte, offrendo ripetutamente ai rossoneri la possibilità di rientrare nel match. Invece, puntualmente,  e in particolare (aggravante) quando la pressione giallorossa era meno stringente, siamo usciti dalla contesa con errori individuali puerili.

Oltre a questo però, il campo ha mandato un chiaro bollettino ai naviganti da seguire per il futuro. Robinho, almeno questa è la mia impressione, ha parlato chiaro all’Olimpico. Giocate di alta qualità abbinate a momenti di apatia. Il ragazzo ha ancora tanto da dire ma ha perso l’ispirazione e, pur non capendone a pieno le cause, bisogna farci i conti. Montolivo, che come detto viaggiava come un vaporetto a Novembre e inizio Dicembre, è parso stanco. Quando è stanco non è lucido con il pallone e fatica a trovare la posizione. In difesa Yepes è andato invece incontro alla più classica delle partite bucate. Ha sbagliato tutto, mostrando chiaramente come anche un giocatore e un uomo del suo spessore vada in difficoltà quando chiamato a giocare troppe partite filate e di alto livello atletico e tecnico.

Se anche i più convincenti di inizio stagione vanno in difficoltà in questo modo, chiaramente urgono rinforzi “reali” in tutto il campo. Sono sicuro che anche i tifosi più affascinati dai grandi attaccanti, potendo scegliere, spenderebbero fino all’ultimo centesimo disponibile alla ricerca di un difensore che non vada sotto nel gioco aereo e di un centrocampista capace di fare le due fasi senza perdersi in un bicchier d’acqua col pallone tra i piedi. La dirigenza deve, per forza di cose, aver capito che un mercato di gennaio convincente non serve tanto a soddisfare i capricci dei tifosi ma a valorizzare l’opera di ringiovanimento che si sta provando a fare e a salvaguardare quel bilancio attivo decantato da Galliani. Perchè, come è ovvio, se non si va in Europa i risparmi di oggi diventeranno il ridimensionamento di domani. Questo non è accettabile.

[Elia Lavelli – Fonte: www.ilveromilanista.it]