Verona: si presenta il nuovo attaccante argentino Javier Saviola

logo-veronaLe dichiarazioni dell’attaccante gialloblù, Javier Saviola, rilasciate durante la conferenza stampa di presentazione allo stadio Bentegodi di Verona. Questo quanto riportato dal sito ufficiale dellì Hellas Verona:

“É stata una trattativa molto rapida. Prima di tutto per l’impressione positiva che mi ha fatto questo club, e inoltre perché il campionato italiano è molto competitivo. Questo rappresenta una grande motivazione. É molto bello per me essere in una società che sta crescendo molto e che dimostra di poter fare grandi cose. É un privilegio giocare qui. Entrambe le parti erano molto sicure, il Verona mi ha voluto fortemente e io volevo fortemente il Verona. Cercavo una squadra con motivazioni importanti e in crescita, poi desideravo venire in un campionato competitivo e quello italiano è l’ideale, con squadre forti tatticamente e fisicamente. Mi sono sempre comportato in modo umile e professionale, ho giocato in tanti club e in molte città, e scendere in campo in Serie A è importante, mi dà una motivazione in più. Vengo in una squadra con buoni calciatori e spero che i tifosi si possano divertire con il nostro calcio. Non è stato tanto rilevante il punto di vista economico. La cosa più importante è stato l’accordo di venire qui e di andare via dalla Grecia. Il campionato italiano è senza dubbio uno tra i più importanti, assieme a quello spagnolo e inglese. Qui il livello è molto alto e ci sono calciatori di qualità. A tutti i tifosi piace seguire questi campionati perché ci giocano le squadre e i calciatori più forti del mondo.

Giocare contro Carlos Tevez? Ho avuto anche l’opportunità di giocarci insieme, durante l’Olimpiade. L’oro olimpico di Atene è un risultato molto prestigioso. Ho avuto altre offerte, però per rispetto di queste squadre non dirò il nome. Io volevo venire qui, questa è stata la motivazione più grande. Ho parlato direttamente con la società e questo ha accelerato tutto, perché sapevo sempre l’idea del club senza che ci fossero intermediari nella trattativa. Vorrei disputare una buona stagione e aiutare la squadra, approfittando anche personalmente di questa nuova esperienza. Mi piacerebbe anche crescere con il club e che il club cresca con me. Credo che quando un calciatore arriva in una squadra nuova, si pone sempre degli obiettivi. Il mio è quello di adattarmi il prima possibile perché credo che sia la cosa più importante. Cercare di aiutare la squadra a crescere partita dopo partita grazie anche ai nuovi arrivati, e ovviamente, dare delle gioie ai nostri tifosi. Sicuramente in questa squadra ci sono calciatori con nomi importanti e con tanta esperienza, che hanno giocato in diverse squadre. Cercheremo di trasferire la nostra esperienza anche ai nostri compagni, perché è un campionato lungo e difficile e il gruppo deve sempre essere ad un livello molto alto per poter aiutare l’allenatore quando ne ha bisogno. Ho conosciuto Rafa Marquez quando giocavo nel Barcellona abbiamo un buon rapporto e adesso voglio iniziare a conoscere i miei compagni e l’allenatore, per capire cosa vuole da me. Ancora non ho avuto la possibilità di parlare con Rafa perché la trattativa è stata molto veloce, e lui è in Messico. Sicuramente, quando tornerà, parleremo molto per poterci adattare il prima possibile alla città e alla cultura italiana, perché anche lui non è qui da molto tempo. Speriamo che questo sia un anno importante per entrambi. 

Mandorlini? L’ho incontrato solo in occasione del mio primo allenamento e ho scambiato qualche parola con lui. Però abbiamo parlato solo del mio arrivo e della mia accoglienza, non c’è stato tempo per definire il mio ruolo. Nella mia carriera ho giocato quasi sempre alle spalle di un attaccante centrale. Però quando arrivi in una squadra nuova e con un allenatore nuovo, mi devo adattare a quello che chiede l’allenatore e ai miei nuovi compagni. Questo serve per aiutare la squadra che è la cosa più importante. La mia esperienza in Grecia è stata molto positiva, con l’Olympiacos ho vinto il campionato e siamo stati vicini ad approdare ai quarti di finale della Champions League. Eravamo una grande squadra in Grecia, volevamo crescere anche in Europa. Ho voluto cambiare, ma sono molto grato alla gente dell’Olympiacos per come mi hanno trattato. I tifosi greci sono spettacolari, vivono il calcio con passione e sono molto legati alla loro squadra. Gli allenatori della mia carriera? Ho avuto il privilegio di avere dei manager che mi hanno insegnato tanto, sia come calciatore che come uomo, e hanno migliorato tanto il mio modo di giocare. Adesso ho un nuovo allenatore che non conosco molto ma con il quale lavoreremo al massimo per far crescere questa squadra. Il numero 7 è quello che avevo nel River Plate. É un numero che mi piace tanto, e averlo qui per me è molto importante. Sapevo che Caniggia aveva giocato nel Verona, è molto famoso e calcisticamente aiutò molto l’Argentina. Iturbe l’ho visto giocare, già tutto il mondo conosce la sua forza. Purtroppo non è potuto rimanere al Verona, credo che la gente voglia i migliori giocatori, lui ha dato tutto e ai tifosi gialloblù piacciono questi calciatori”.

[Sito Ufficiale Hellas Verona – Fonte: www.hellasverona.it]