Bari: a Catania, con il coltello tra i denti

Una domenica bestiale. E’ quella che attende il Bari al Massimino di Catania (o Cibali, come preferiscono i nostalgici…), dove troverà ad aspettarlo una squadra in cerca di riscatto, dopo la scoppola rimediata nel derby di Palermo. Un Bari che si presenterà al cospetto dei rossoblu incerottato, decimato dalle squalifiche e per giunta con il morale sotto i tacchi, per via della sesta sconfitta rimediata nelle ultime sette gare e di una classifica che da delicata si è fatta precaria.

I biancorossi che scenderanno in campo contro l’undici etneo, dovranno cercare il risultato senza necessariamente trovare il gioco: lo impone la classifica e la situazione di emergenza contingente. Perché, se possono piangere per una decina di indisponibili squadre come Inter e Juventus, che hanno a disposizione rose di una trentina di elementi, allora il Bari dovrebbe chiedere il rinvio del match, visto e considerato che le assenze pesano del 50% sulla rosa complessiva.

E allora inutile pensare a che partita sarebbe potuta essere, per esempio, se Maxi Lopez fosse stato tampinato da Andrea Masiello, o se il rientro di Kutuzov (non ancora certo, a dire il vero) non fosse coinciso con l’infortunio di Barreto. Gli undici protagonisti di domenica prossima non faranno certo rimpiangere gli assenti per l’impegno profuso, tuttavia questa volta si spera nel magnanimo aiuto della dea bendata, che da troppo tempo ha girato le spalle al galletto ferito. E, magari, ci si augura che i biancorossi sappiano moltiplicare a dismisura livello di attenzione e sforzi.

Gettare il cuore oltre l’ostacolo, dare il duecento percento, lottare con il coltello tra i denti: scegliete voi la parafrasi che vi aggrada di più. Di certo, da Catania illesi non si potrà tornare se non si giocherà da squadra vera, compatta e vogliosa, nonostante le tante (troppe) difficoltà del momento. Servirà una prestazione maschia, anche cinica, se vogliamo. E la mente corre indietro di qualche anno, all’incirca cinque, ovvero al ricordo di quello che è stato l’ultimo successo ottenuto dal Bari su un campo da sempre avaro di soddisfazioni per i colori biancorossi. Era il 18 gennaio 2006 e il Bari affrontava gli etnei con una situazione non molto difforme da quella attuale, se non per gli infortuni.

I galletti scendevano in Sicilia sapendo di giocare una gara dal pronostico chiuso, una sorta di testa-coda, con i padroni di casa lanciatissimi verso la promozione (colta poi con un secondo posto, alle spalle dell’Atalanta) e i pugliesi pericolosamente in bilico sull’orlo della zona retrocessione. Faceva paura soprattutto l’attacco etneo, guidato dalla coppia Spinesi-Mascara, due che in cadetteria erano davvero un lusso. Ebbene, quel giorno il Bari alzò davanti a Gillet una barricata epica, battagliò su ogni pallone in una gara persino più dura, alla fine, di quanto preventivato (ci furono anche un paio di espulsioni, Rajcic per il Bari e Sottil per il Catania), mise il naso fuori dalla sua metà campo in una sola occasione, sufficiente a Luigi Anaclerio a siglare il gol che avrebbe regalato i tre punti insperati, dopodiché si difese strenuamente a suon di calci d’angolo e salvataggi sulla linea.

Ecco, ci accontenteremmo anche di questo: di rischiare le coronarie per novanta minuti e passa, pur di vedere i ragazzi di Ventura uscire dal Massimino ebbri di felicità. Qualche purista potrebbe storcere il naso: non lo potremmo certo biasimare. Tuttavia, speriamo possa comprendere lo stato d’animo dei tifosi baresi: in una situazione disastrata e disastrosa come quella corrente, tutto fa brodo.
[Mauro Solazzo – Fonte: www.tuttobari.com]