Eto’o in stato di grazia, è lui l’arma in più. E il Principe lo ha capito

In attesa di Diego Milito, l’Inter si gode Samuel Eto’o. Se l’argentino fatica a tornare il bomber micidiale che abbiamo imparato a conoscere e amare da quando veste la maglia nerazzurra, a rendere la squadra pericolosa in zona offensiva sta pensando il camerunense, senza dubbio il più in forma di questo inizio di stagione. Per lui, in cinque incontri ufficiali, già quattro gol (due alla Roma in Supercoppa italiana, uno all’Udinese e uno ieri contro il Twente). Numeri che lo portano a 20 centri da quando gioca nell’Inter. Non solo. Se il Principe denota difficoltà anche nel svolgere il suo tradizionale e apprezzatissimo lavoro per la squadra, a causa di una condizione fisica che non lo sostiene come vorrebbe, il Leone d’Africa è tra i più attivi e dalle sue iniziative nascono frequenti situazioni potenzialmente da gol. Basti pensare alla traversa di Bologna e al palo contro l’Udinese, tipici esempi della pericolosità offensiva di Eto’o.

Benitez gli aveva promesso che quest’anno non avrebbe dovuto fare il terzino come la scorsa stagione, ma talvolta l’ex Barcellona rientra per dare una mano al terzino che opera alle sue spalle. Non è dato sapere se sia una richiesta ‘speciale’ di Rafa, oppure un suo slancio di generosità, ma quello che conta è che in attacco il centravanti non risenta di questi frequenti rientri. Di certo, però, il nuovo modulo lo porta più spesso ad attaccare gli spazi e puntare dritto alla rete, rispolverando un fiuto del gol che pochi nel suo ruolo possono vantare. Inoltre, il suo stato di forma gli permette di emergere rispetto ai compagni, ancora lenti e macchinosi. Lo si evince dagli spunti e dai dribbling con cui Eto’o riesce sovente a liberarsi dell’avversario di turno e a creare superiorità numerica. Inoltre, che lui stesso senta una maggior fiducia in sé stesso e avverta quella che gli concedono i compagni, è evidente quando tenta colpi con un quoziente di difficoltà superiore alla media. Si pensi alla conclusione stampatasi sul palo contro l’Udinese, o al gol che ha fissato il 2-2 di Enschede.

Poco Milito, dunque, maga tantissimo Eto’o, a cercare di compensare il ritardo del compagno di reparto, che dall’alto della sua intelligenza si sta mettendo al servizio della squadra e del bomber camerunense, perché consapevole del fatto che questo è il suo momento. La scorsa stagione, con un Principe in vena di grazia, è stato l’attaccante camerunense a cedergli il proscenio, agendo quasi nell’ombra. Segnale di grande professionalità da parte di colui che ha sempre detestato brillare di luce riflessa (a Barcellona non gradiva il trattamento di riguardo riservato a Messi, meno decisivo di lui dal punto di vista delle marcature, ndr). Stavolta sembra che i ruoli si siano invertiti, con Benitez che punta fortemente su Eto’o e Milito, da splendido uomo squadra, disposto a sacrificarsi per far rendere al meglio il compagno, anche allargandosi sulla fascia. Movimento che poco si addice a una punta centrale come lui, ma necessario per creare spazi nell’area di rigore per gli inserimenti dei compagni (vedi il gol di Sneijder ieri sera, o l’azione del 2-2).

È proprio questo l’aspetto positivo della vicenda: il tecnico spagnolo ha a disposizione due grandissimi attaccanti, che oltre alle doti tecniche e al fiuto del gol evidenziano un’intelligenza calcistica fuori dal comune. Sanno ‘leggere’ il momento della squadra e le condizioni dei compagni, cercando di agire di conseguenza per il bene del gruppo. Ora è il turno di Eto’o, presto sarà nuovamente quello di Milito.

[Fabio Costantino – Fonte: www.fcinternews.it]