Milan: fuori dal periscopio

Era dai tempi di Serginho e Paolo Maldini che non vedevo un cross del terzino sinistro arrivare preciso in area. Prima palla toccata da Taiwo e palla in mezzo, dove dovrebbe andare sempre. Gioia e stimolo impellente di scrivere al mio capo-direttore della mia subitanea infatuazione per l’ugandese/nigeriano/francese nuovo acquisto. Ad onor di cronaca quel cross e un paio di chiusure facili facili sono tutto il menu proposto dal mio nuovo eroe in quel di Solbiate Arno. Poca roba, ma abbastanza per cominciare. E’ entrato da nove giorni nel mondo Milan, mi stupirei se giocasse con piglio consumato alla Seedorf. Ah, Seedorf… croce e delizia! Se solo avesse tenuto le sue giocate illuminanti per i quarti di finale di Champions! Invece ha già sprecato due gettoni per le sue magie, uno in amichevole e l’altro in pubblicità. Che poi, francamente, se avessero riproposto il dribbling nel derby di ritorno su Pandev e Cambiasso di euro gliene avrei dati anche 1000, alla faccia di Amendola.

Per il resto niente di nuovo all’orizzonte, colpiscono la forma e l’impegno di Zlatan 2.0, la fame di Paloschi e la corsa non ancora sciolta come vorremmo di Super Pippo. Una buona sgambata per saggiare il campo, in attesa dell’impegno di livello che attende i nostri eroi martedì all’Allianz Arena. Il calcio mercato latita, illustri colleghi sostengono che il Milan il grande colpo l’abbia già fatto ma attenda il torrido agosto per annunciarlo. Detto sinceramente? Un po’ ci credo e molto ci spero. Due nomi su tutti scaldano il mio cuore rossonero: Fabregas Cesc e Schweinsteiger Bastian. Arrivasse uno di loro, quella imminente sarebbe la stagione più ansiosamente attesa dell’ultimo secolo.

Registro il colpo di sole che si è abbattuto su De Laurentiis, convinto di presentare al panorama italiano una corazzata. Ogni occasione è buona per dispensare perle di saggezza, fare sfoggio di un egocentrismo che sta raggiungendo, in tempi brevi, quello del nostro Presidente. Detto questo, detto tutto. Finchè da quelle parti saranno convinti di avere in squadra il nuovo Maradona non abbiamo da preoccuparci. Le conferenze stampa del patron azzurro assomigliano molto a quelle morattiane post Calciopoli. Calciopoli parte 1 si intende. Visto che la parte 2 è ancora tutta da scrivere, chi vivrà vedrà.

Seguo con piacere anche l’evoluzione della nuova Lazio, che con gli innesti di Cissè e Klose su tutti ha portato esperienza e qualità, doti che l’anno scorso l’avrebbero facilmente condotta almeno ai preliminari della Champions League. Uno sguardo ai cugini, giusto per correttezza: work in progress è il leitmotiv che accompagna la nuova era Gasperini. Giusto dare tempo al nuovo mister, che ha già guadagnato mille punti simpatia avendo specificato chiaramente “che non vuole nemici ma solo avversari”, per plasmare l’Inter alla sua idea di calcio. Confesso che la difesa a tre, se fossi interista (ma grazie a Dio, a mio nonno materno e alla mia mamma sono nato rossonero), mi spaventerebbe non poco, considerando l’età e le esperienze pregresse dei potenziali interpreti titolari. Eto’o è già in forma smagliante, da tigre famelica qual è.

La Cina è sempre più vicina, la SuperCoppa sta per rivelarsi ai nostri occhi. L’attesa e la curiosità sono veramente tante, ma anche la sensazione che, supercolpo di mercato oppure no, questa squadra abbia ancora tanto da dire. Sopratttutto grazie alla supervisione e alla competenza di Allegri, mister che ogni volta di più mi sorprende e mi affascina. Per la prima volta nell’era Berlusconi sembra che l’allenatore abbia una vaga voce in capitolo di scelte di mercato. Quando tutti i poderosi rematori vogano nella stessa direzione i risultati, in un modo o nell’altro, arrivano.Galliani, Berlusconi, Braida e Allegri in tenuta da canottieri non saranno propriamente uno spettacolo, per quello attendiamo il verdetto del campo.

[Marco Carni – Fonte: www.ilveromilanista.it]