Palombo: “Voglio tornare in Serie A al più presto. Atzori ha personalità e carisma”

Angelo Palombo, al termine dell’allenamento mattutino si è presentato in sala stampa del centro “Benatti” e si è intrattenuto per quasi un’ora a parlare con giornalisti di carta stampata e televisioni.

Si è dimostrato gentile e affabile come al solito, anche se provato dalla dura seduta agli ordini di Atzori “Se lavoriamo duro? Assolutamente si, non sono mai stato così stanco in ritiro come quest’anno – scherza Angelo – Il mister ci fa sudare ma mi piace perché ha personalità e carisma. Oltre al lavoro mi piace che tratti tutti allo stesso modo dal più giovane al più anziano”.

Dopo l’inizio scherzoso il capitano blucerchiato ha trattato tutti i temi dal mercato della Samp, all’anno scorso, al nuovo gruppo e l’inserimento dei giovani.
“Penso che dopo un annata così il riscatto lo devono aver tutti, dalla società a noi giocatori. In più i nuovi che sono arrivati hanno la possibilità di giocare in una squadra come la Samp che non capita a tutti.
A me piacciono le responsabilità per me è un onore essere capitano di una squadra cosi per me è più un pregio che non una cosa di avere tante responsabilità.

Il mercato e le situazioni di Poli e Gastaldello? Spero ce rimangano perché sono due giocatori importantissimi, dico di rimanere qui che il prossimo anno ci divertiremo .

Le avversarie più pericolose?  Sicuramente quelle che sono retrocesse perché sono di solito ben preparate , poi c’è sempre la sorpresa, ma anche il Torino, sono tantie Sarà dura dovremo adattarci subito alle nuove situazioni.

Quest’anno ci sono tanti giovani, io non posso certo fargli da padre perché sono più scemo di loro! Si sta costruendo un bel gruppo con tanti giovani è più facile inserirli; sono educati, stanno al  loro poto  e si fanno aiutare.

Le mie ambizioni? Tornare in Serie A al più presto e non perdere la Nazionale, perché per me è un onore indossare la maglia della Samp come è un onore rappresentare il proprio paese.

Cosa non ha funzionato l’anno scorso? Il gruppo, anche se qualcuno non ci crede, c’era però ad un certo punto siamo entrati in un tunnel dal quale non si intravedeva la luce.  Anche se ci fosse stato Mourinho o Guardiola non ne saremo usciti comunque.  Non è colpa del singolo ma di tutti, a  partire da noi giocatori  alla società. Sono state fatte scelte sbagliate da parte di tutti, non siamo più riusciti a trovare il bandolo della matassa, purtroppo”.

[Matteo Nosenghi – Fonte: www.sampdorianews.net]